È cresciuto in una famiglia che non poteva permettersi molte delle cose che per altri bambini sembravano normali.
Non c’erano vacanze costose, abiti firmati o grandi regali.
A volte mancavano persino le cose essenziali.
Ma c’era una cosa che quel ragazzo non voleva perdere per niente al mondo:
il calcio.
Trascorreva ogni momento libero con un pallone tra i piedi. Giocava per strada, nei campetti polverosi e in qualsiasi spazio abbastanza grande da permettergli di correre.
Il pallone era vecchio, consumato e spesso rattoppato.
Ma per lui valeva più di qualsiasi giocattolo costoso.
Quando gli altri bambini tornavano a casa, lui continuava ad allenarsi.
Corse.
Tiri.
Dribbling.
Ancora e ancora.
La sua famiglia non aveva soldi per comprargli tutto ciò di cui aveva bisogno, ma vedeva quanto amasse quel gioco.
E dentro quel bambino iniziava a crescere una convinzione che sembrava quasi impossibile:
un giorno avrebbe potuto vivere di calcio.
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