La strada verso il successo, però, non fu semplice.
Quando iniziò a farsi notare, arrivarono i primi provini e le prime occasioni.
Ma insieme alle opportunità arrivarono anche i rifiuti.
Troppo piccolo.
Troppo magro.
Non abbastanza forte.
Non abbastanza speciale.
Ogni porta chiusa avrebbe potuto convincerlo a smettere.
E forse sarebbe stato comprensibile.
Perché mentre cercava di costruirsi un futuro nel calcio, a casa continuavano ad esserci problemi economici e difficoltà che nessun bambino avrebbe dovuto affrontare.
Ma lui continuava.
Quando gli dicevano che il sogno era troppo grande, si allenava ancora di più.
Quando qualcuno dubitava di lui, tornava in campo.
Quando sembrava che non ci fosse una strada, ne cercava un’altra.
Non aveva il lusso di arrendersi.
Sapeva che il talento da solo non sarebbe bastato.
Avrebbe dovuto lavorare più duramente di tutti gli altri.
E così fece.
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